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Siedo ancora su questo trono di cenere,
mentre il sole scortica le mie occhiaie
e il desiderio mi mastica come un osso
abbandonato in un vicolo senza uscita.
Ti cerco nei volti sfregiati dalla fretta,
in questa periferia che puzza di gloria e di immondizia,
dove ogni carezza è un baratto col buio
e l'amore è solo un vizio che non sa guarire.
Sono io il mio carnefice,l'amante deluso
che bacia lo specchio per sentirsi vivo,
mentre la Bellezza - questa dea spietata -
mi guarda patire senza versare una lacrima.
Non c'è redenzione in questi versi nudi,
solo il grido di chi ha perso la scommessa
e si ostina a scrivere sul fango della vita
il nome di un Dio che non ha mai risposto.